Sito multilingue in WordPress

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Come si realizza un sito multilingue?

In questo articolo, dedicato soprattutto ai meno esperti, tratteremo i principali sitemi per creare un sito multilingue in wordpress, tralasciando le procedure, e analizzando pro e contro e, infine, alcuni risvolti negativi che potrebbero nascere, con due diversi sitemi:

  1. utilizzo di plugins;
  2. creazione di un sotto-sito per ogni lingua.

Di seguito vi riportiamo il frutto della nostra esperienza professionale, senza per questo volere indirizzare il lettore verso una sistema piuttosto degli altri, in quanto va analizzato il singolo caso e scelta la tecnica più appropriata.

Utilizzo di plugins

WordPress mette a disposizione molti plugins gratuiti o a pagamento e ognuno va provato e testato per verificarne la facilità o meno d’uso e la compabilità col vostro tema e con la versione di wordpress che state usando: spesso gli sviluppatori dei plugins dichiarano la compatibilità sino all’ultima versione di wordpress ma non sempre è vero.

Qualche anno fa facevamo ampio uso del plugin gratuito qtransalte, in quanto sono i nostri clienti che si occupano dell’aggiornamento del sito e lo hanno trovato molto semplice da usare, almeno inizialmente. Qualche cliente, però, si lamentava di fare a volte confusione, in quanto in questo plugin la selezione della lingua da inserire funziona come “Visuale” e “Testo” nelle pagine di wordpress, quindi è facile sbagliarsi. Attualmente abbiamo abbandonato questo plugin perché non più compatibile con le ultime versioni di wordpress e a volte, anche con le versioni 3 o 4 di wordpress, ha delle incompatibilità con i temi.

Vantaggi: adatto anche per i meno esperti, quasi tutti i plugins hanno un uso semplice ed intuitivo, e ve ne sono molti gratuiti.

Svantaggi: molto tempo per testare i plugins ed è necessario avere dimestichezza con la lingua o le lingue da utilizzare.

Creazione di un sotto-sito

Un altro sistema per avere un sito multilingue è quello di creare un sotto-sito per ogni lingua, dove vengono creati tanti database quante sono le lingue e l’inserimento di tanti tasti di reinvio, quante sono le lingue. Tale tecnica comporta la scelta di due diverse strade a seconda delle caratteristiche del sito.

a) copia del database del sito principale sugli altri database
b) creazione ex novo dei database dei sotto-siti.

Ma torniamo un attimo indietro per i meno esperti. Cosa significa creare un sotto-sito? Abbiamo semplicemente creato (via ftp) una cartella denominata ad esempio “fr” per la lingua francese, dove abbiamo caricato wordpress e creato così il sito in lingua francese con il suo database. Sul sito principale, ad esempio in italiano, abbiamo inserito l’immagine di una bandierina francese con la scritta “francese” con il link http://www.nomesito.it/fr ,in questo modo il lettore di lingua francese cha accede al sito non dovrà fa altro che cliccare sul collegamento per essere reinderizzato al sito in lingua francese.

Vediamo ora la prima delle due differenti tecniche, che prevede una semplice operazione di esportazione/importazione del database del sito originario su quello appena creato. Avremo così una copia identica del sito al nuovo indirizzo www.nomesito.it/fr e a questo punto dovremmo procedere alla sostituzione di tutte le parole italiane con quelle francesi.

La seconda tecnica invece, simile alla prima in quanto si procede alla creazione di un sotto-sito per ogni lingua, non prevede la copia del database su quelli delle altre lingue, ma prevede la creazione ex novo di tutte le pagine, articoli, menù ecc… in altre parole si deve creare un uovo sito per ogni lingua. Il problema è che la struttura deve essere identica a quella del sito originale, pertanto richiede un attento e minuzioso lavoro. Un sito dove abbiamo utilizzato questo sistema è http://www.omapec.org, dove abbiamo riscontrato un tempo di lavorazione più breve del previsto, grazie ad un’ottimizzazione del workflow all’interno del gruppo di lavoro.

Perché allora non copiare il database originale su quelli degli altri? Abbiamo recentemente scelto questa strada perché ci siamo accorti di problemi di indicizzazione del sito nel caso vengano duplicati i database: in poche parole i motori di ricerca “vedono” le pagine dei sito-siti come “doppioni” delle pagine del sito principale, ecco allora che vale la pena procedere con la creazione ex novo dei database. Abbiamo quindi già spiegato i risvolti negativi che possono conseguire alla tecnica a), ossia i problemi di indicizzazione sui principali motori di ricerca. Questo risvolto, a nostro parere, va decisamente evitato per i siti aziendali, che hanno lo scopo principale di apparire tra i primi posti delle pagine dei motori di ricerca, per promuovere l’azienda e i prodotti o servizi offerti.

Vantaggi: aspetto più professionale del sito, maggiore flessibilità in quanto si possono ad esempio inserire articoli in francese diversi da quelli in italiano, e nel caso della soluzione b) migliore indicizzazione del sito.

Svantaggi: maggior lavoro rispetto alle altre soluzioni e, nel caso b) maggior attenzione nella creazione della struttura, richiede maggior abilità, seppur non così complicato come sembra.

In conclusione quindi, raccomandiamo uno studio preliminare delle caratteristiche del sito: se è un blog personale vanno benissimo anche i plugins, se si tratta di un sito aziendale è preferibile la seconda tecnica.

Ma vediamo adesso il motivo per cui questo sito non è un sito multilingue. Ognuno di noi sa che se si vogliono raggiungere i lettori di Paesi con lingue diverse siamo costretti ad avere un sito scritto in altre lingue, in quanto i vecchi siti con pagine scritte metà in italiano e metà in inglese sono superati e non piacciono ai visitatori. Noi però stiamo effettuando un test sull’indicizzazione dei principali motori di ricerca di un sito scritto in più lingue, quindi quale miglior sito se non il nostro per effettuare un test preciso? Noi infatti non crediamo sino in fondo a quanto indicato nelle raccomandazioni dei motori di ricerca, primo fra tutti google, per una serie di ragioni, prima fra tutte il fatto che tutti i siti attualmente in rete contengono molte parole straniere. Visitate un sito qualsiasi in lingua solo italiana e contate le parole in inglese nelle pagine e negli articoli, rimarrete sorpresi! Ad esempio quanti siti scritti in lingua italiano hanno come pagina principale “HOME” o hanno denominato “contact” la pagina dei contatti? Oppure se visitate il sito di un web designer quante volte è scritto “sito”, “disegnatore”, esperto di ottimizzazione di ricerca” e non invece “web site”, “web designer”, “SEO”? Secondo le raccomandazioni di google per avere una buona indicizzazione non si devono avere lingue diverse nelle pagine del sito: ma allora tutti i siti italiani, che contengono moltissime parole inglesi dovrebbero avere una cattiva indicizzazione. Ma è proprio vero?

Nei prossimi articoli vi faremo un resoconto della nostra ricerca.

preventivo VJ&TDesign