Come concepire un sito

Parte I

Come si deve strutturare un sito per il cliente?

Questa domanda toglie il sonno a molti web designer perché non c’è una formula magica, ma soprattutto perché si deve trovare il modo di convincere il cliente che ormai non ha senso fare un sito web bello da vedere, ma che magari è contrario a tutte le regole che si devono rispettare. In questo modo è facilitato il nostro compito di concezione del sito. Comunque diffidate dei “siti in pochi clic!”. Vedremo quindi di seguito alcune delle regole alla base del concept di un sito.

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“Diffidate dei siti in pochi clic!”

La funzione del sito

Per prima cosa si deve individuare la funzione del sito, così ad esempio un blog personale avrà un’aspetto e una struttura completamente diversa da un sito aziendale, in quanto il primo propone articoli su argomenti molto diversi tra loro e probabilmente, come capita spesso, ha l’obiettivo di attirare visitatori a cui vengono rivolte pubblicità e collegamenti a pagamento, mentre il sito aziendale  ha la funzione di promuovere i prodotti o servizi forniti direttamente dall’azienda stessa. Per semplicità di seguito analizzeremo il solo caso di un ipotetico sito aziendale.

Il nome del sito

Molto spesso viene lasciata al cliente la scelta del nome del sito, anche se sarebbe meglio dire il nome del dominio, oppure si tratta di un sito già esistente da riprogettare e il cliente insiste per mantenere lo stesso indirizzo, ma sarebbe una buona pratica quella di ripensare al nome del dominio e perlomeno prospettare al cliente una nuova denominazione.

“E’ preferibile scegliere il nome del sito citando il servizio principale fornito per facilitare la ricerca nei motori (Google e Yahoo).”

Si ritiene infatti che il nome del dominio debba corrispondere al nome della società, in realtà invece è molte volte preferibile avere un dominio che ricordi il nome di un prodotto o di un servizio fornito dall’azienda. Se pensiamo infatti alle ricerche che facciamo tutti i giorni in internet con i principali motori di ricerca sappiamo che quasi mai digitiamo il nome dell’azienda, ma invece il tipo di attività che svolge. Ipotizziamo di dover concepire il sito dell’azienda “Alfa S.r.l.” che fornisce servizi di contabilità: sarebbe controproducente scegliere il dominio www.alfa.it, perché, a parte i visitatori che conoscono già l’azienda probabilmente conoscono anche l’indirizzo, quindi è meglio puntare sul servizio principale fornito. Quindi nel nostro esempio si potrebbe optare per un dominio www.contabilita.it e vedremo in seguito il perché. Sappiamo tutti che un sito serve all’azienda per dare qualche informazione ai propri clienti, ma soprattutto ha lo scopo di attirarne di nuovi, che hanno bisogno di servizi di contabilità, ma che ancora non conoscono l’azienda “Alfa S.r.l.”. Tale scelta generalmente porta notevoli vantaggi dal lato dell’indicizzazione del sito, ovvero il posizionamento nelle primi pagine dei principali motori di ricerca. Un’altra operazione preliminare da effettuare prima della scelta del nome del dominio, è quella di verificare quanti e quali domini hanno un nome simile. Come noto è possibile scegliere il nome del dominio solo se non è già presente in rete lo stesso nome, ma per esempio potrebbe essere disponibile il dominio www.alfa.it, ma esistono già domini col nome www.alfa.com o www.alfa.net o www.alfa.eu, quindi è bene verificare i siti di queste aziende già presenti, per verificare se è simile il tipo di attività svolta e se l’area geografica dove operano è simile a quella del cliente.

La struttura del sito

Vediamo ora una rapida panoramica delle strutture di un sito. I siti si differenziano sostanzialmente nella struttura in due categorie: i siti statici e quelli dinamici. I primi sono costituiti da una pagina per ogni contenuto in linguaggio HTML, cioè con una struttura prestabilita per i contenuti che deve contenere, pertanto per effettuare modifiche è necessario l’intervento di un tecnico che modifichi i codici HTML per modificare la pagina.

“Il sito dinamico può essere aggiornato direttamente dal cliente.”

Come si intuisce facilmente, quindi, i siti statici sono poco flessibili e la loro manutenzione è molto più onerosa per il cliente. La caratteristica peculiare del sito dinamico è costituita dall’interazione della pagina con una serie di dati che contiene le informazioni da presentare. Ma vediamo un esempio pratico per comprendere meglio la differenza: nella pagina del sito della società “Alfa S.r.l.” è stato inserito un testo descrittivo dell’attività svolta e dopo un paio di mesi il cliente chiede di inserire nella pagina una foto dei dipendenti, se il sito è di tipo statico sarà necessario chiamare un tecnico che modifichi il codice della pagina e inserisca la fotografia, se invece si tratta di un sito dinamico è lo stesso cliente che può effettuare la modifica con pochi semplici passaggi. Un’altra differenza tra siti statici dinamici è che il visitatore del sito statico non può interagire con i contenuti della pagina, ma può semplicemente leggere i contenuti. Discorso a parte merita il sito per il commercio online o e-commerce, che tratteremo in un prossimo articolo.

Ecco quindi spiegato il motivo per cui oramai la maggior parte dei siti è di tipo dinamico: l’estrema facilità di utilizzo per il cliente, che ha a disposizione un pannello di controllo per inserire e modificare i contenuti o aggiungere nuove pagine. Dal lato del web designer però c’è una maggior complessità di strutturazione e sono necessarie maggiori conoscenze e capacità tecniche.

Tornando al nostro esempio della società “Alfa S.r.l.” ecco che verrà scelto il sito dinamico, ma ora dovremo incontrare il cliente per decidere assieme che aspetto dovrà avere il sito per convincere i visitatori a “navigare” ossia rimanere sul sito e leggere i contenuti. Per far ciò si dovrà concepire l’aspetto del sito in base al tipo di attività svolta, che nel nostro esempio, è il servizio di contabilità. Dovremo quindi immedesimarci nel possibile cliente: chi si rivolge ad un centro contabile a cui affidare la propria contabilità si attende affidabilità, precisione e puntualità, prontezza nel rispondere a tutti i quesiti nel minor tempo possibile, e non ultimo per importanza avere un idea del prezzo dei servizi. Infatti l’utente che si rivolge a internet per trovare beni e servizi vuole risparmiare tempo e denaro. Anche dettagli apparentemente inutili devono, invece essere studiati, bisogna infatti tener conto delle preferenze degli utenti del web per poterli attrarre: ad esempio uno studio scientifico ha evidenziato che i colori blu e rosso sono preferiti da oltre l’80% degli utenti, con piccole variazioni a seconda del sesso, che i colori verde e grigio sono associati inconsciamente alle attività finanziarie ecc… Come ognuno di noi può intuire se il nostro ipotetico cliente scegliesse il rosa come colore base del suo sito di servizi contabili, si dovrà convincerlo a desistere: qualsiasi navigatore di internet che incappasse nel sito penserebbe subito ad un’attività di moda o un giornale di gossip.

“E’ meglio un menù con categorie e sottocategorie per semplificare la navigazione”

Un altro elemento spesso trascurato è la struttura del menù di navigazione. Sovente si opta, infatti, per un menù con 8-9 pagine, con la home, chi siamo noi, la nostra mission, il contact form, e 4-5 pagine per i prodotti o servizi forniti, cioè una per ogni servizio, senza pensare che l’utente può trovarsi disorientato e decidere di cambiare sito. Primo accorgimento è quello di disporre le pagine in un sotto-menù (come questo sito per esempio, anche se per la verità a breve lo ridurremo proprio per facilitare la navigazione) dice sono raggruppate le pagine dei servizi. Oppure si possono trovare siti con un menù principale e altri due menù laterali e, ancora una miriade di link che rimandano ad altre pagine (mentre scrivo sto pensando al sito dell’INPS www.inps.it, provate a darci un’occhiata): non si trova mai quello che si cerca! Ancora, ci sono siti con 4-5 pagine, ma all’interno di ogni pagina ci sono moltissime informazioni che, come nel caso precedente disorientano i visitatori che si stancano e abbandonano il sito.

Franco Viale

preventivo VJ&TDesign

Nella seconda parte tratteremo:

La struttura delle pagine
La struttura del footer
Le immagini
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